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La luna e il mare  Testo in lingua originale 
.Giuseppe Conte
Il mare, l’amico immenso della luna
si sbraccia per lei , si vuole alzare

quasi a toccarla con la sua spuma
quasi a tenerla sopra un tremante altare.

Il mare per la luna è l’amico e il fratello.
Lei che è tutta immobilità di fenditure e crateri

gioca col movimento incessante di quello
con le onde sinuose dai piercing di salino

che rincorrono e adescano e abbracciano i fari.
La luna e il mare stanno più vicino

l’una all’altro della morte e la vita
della lumaca e il guscio, delle unghie e le dita.

Amano tutto quello che scorre, mestruo, canto, pazzia.
La terraferma spesso ne ha paura e li spia.

2

Dalla Terra alla Luna (un omaggio a Ludovico Ariosto, a Jules Verne e a Neil Armstrong)

Se volerò sulla Luna con uno shuttle Apollo
o se vi arriverò in groppa ad un cavallo

alato , un ippogrifo, so cosa andrò a cercare
lassù tra vulcani spenti, crateri e un asciutto mare.

Come un fatuo collezionista di modernariato
vi cercherò quello che la Terra ha dimenticato.

Astolfo tecnologico , frugherò tra sonde e provette
alla ricerca di cose disusate e neglette

leggero, con parole che sembrano capriole
come il mio vecchio amico Valentino vuole

vi troverò tutto quello che la Terra rinnega
quello di cui i più dicono: che cazzo ce ne frega :

il sacro della vita, il suo santo mistero,
il luogo dove fioriscono il bello, il giusto e il vero

l’idea che il mercato non è poi tutto quanto
perché Ermes è anche messaggero ed incanto
e che non siamo nati solo per comperare,
sfruttare, consumare, distruggere , avvelenare

il pianeta, l’anima, il corpo, la società,
ma per creare ancora insieme felicità.

Saltando lento ed elastico, con meno forza di gravità
troverò sulla Luna ciò che non è più qua:

il ridere di niente , la semplicità perduta
barattata con merce intellettuale scaduta

la dignità intoccabile infinita del lavoro
barattata con traffici immateriali e falso oro

l’antica mediterranea gentilezza ospitale
che verso lo straniero mai predicava il male.

Chiusi dentro barattoli e sotto vuoto spinto
ecco la devozione, la disperazione, l’ideale

la fame di riscatto, la gioia insurrezionale
pietà per chi è più debole, onore per chi è vinto

la libertà di essere se stessi fino in fondo
e di non dover dire sempre di sì al mondo
il piacere dell’eros , la sigaretta, il vino
la concretezza fisica dello stare vicino

l’allegria nei bar popolari di primo mattino
i libri d’avventura di quando ero bambino.

Saltando lento ed elastico con meno forza di gravità
troverò sulla Luna qualche romanzo vitale

qualche storia che non sia soltanto criminale
la bellezza del mondo, l’ amore del futuro, l’utopia

mentre lontano sulla Terra continua la vecchia bega
intorno a tutta la fuffa e muffa del Premio Strega.

Saltando lento ed elastico con meno forza di gravità
l’ ho vista, lei, la poesia, sospettata , tradita

nascondersi nell’ombra conica di un vulcano
ripararsi dai suoi carnefici portando alla testa una mano

eppure viva. Non questa sottotono che faccio io,
ma la poesia dell’essere, della luna , della terra e di Dio.

Lo shuttle ora riparte, ritorno sul pianeta
e porto un po’ di poesia , un piccolo meteorite.
Ci basterà , fratelli, per raggiungere la meta
ci basterà, fratelli, per le nostre povere vite ?

Partecipa alla serata del
.5 giugno






Musica di
.Luna Revers


 
 
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