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SCRITTORE
   Antonio Muñoz Molina
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Biografia
E’ nato a Úbeda, in Andalusia, nel 1956. Suo padre abbandonò la scuola all’età di otto anni per lavorare nella piccola fattoria di famiglia, sua madre non ebbe, fin dall’infanzia, l’opportunità di frequentare la scuola. Muñoz Molina è stato il primo della sua famiglia ad avere un’istruzione. In gioventù ha studiato giornalismo a Madrid ed ha vissuto molti anni, dal 1974 al 1991, a Granada con la moglie, dove ha insegnato storia dell'arte presso l'università e ha lavorato nell’amministrazione comunale. Ha iniziato a scrivere negli anni ’80, pubblicando i suoi primi articoli nel Diario de Granada, successivamente raccolti in El Robinson Urbano, del 1984, e in Diario del Nautilus, del 1986. Ha anche collaborato con importanti quotidiani, come El Paìs, ABC, Die Welt. Come romanziere ha esordito nel 1986 con Beatus ille (Passigli 1999), iniziato a scrivere dopo la morte di Francisco Franco ma completato solo dieci anni più tardi. Beatus ille è la storia di un giovane studente alla ricerca del manoscritto postumo di Jacinto Solana - scrittore nemico del regime franchista assassinato nel 1947 – che si trova ad affrontare un'intricata storia di oblii e menzogne. L'anno seguente Muñoz Molina si impone alla critica e al pubblico con L'inverno a Lisbona (Feltrinelli 1995), con cui si aggiudica il Premio de la Crítica e il Premio Nacional de Literatura e da cui viene tratto un film per la regia di José A. Zorrilla nel 1991. Il romanzo, immerso in una rarefatta atmosfera noir, è ispirato, come lo stesso autore ha affermato in un’intervista, a Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Il terzo romanzo, Beltenebros (Einaudi 1992), indaga la recente storia spagnola, tentando di trovare in essa le radici della situazione presente. I personaggi sono coinvolti in intrighi d'amore e di politica ambientati nel periodo immediatamente successivo alla Guerra Civile. La narrazione è ispirata a un fatto realmente accaduto: l’assassinio di Gabriel Leòn Trilla, uno dei fondatori del Partito Comunista Spagnolo. Nel 2002 viene pubblicato da Mondadori Sefarad. Un romanzo di romanzi dove vengono ritratti 17 personaggi – alcuni di essi realmente esistiti come Primo Levi, Franz Kafka e Walter Benjamin – legati tra loro da un unico filo conduttore, l’esperienza drammatica dell’esilio. Definito dal New York Times un “libro della memoria”, ha vinto negli Stati Uniti il PEN/Book-of-the-Month Club Translation Prize. Nel 2004 Mondadori pubblica una raccolta di suoi racconti, che copre un vasto periodo della sua produzione letteraria, con il titolo Niente dell’altro mondo e nel 2006, sempre da Mondadori, viene pubblicato Finestre di Manhattan. L’ultimo libro di Muñoz Molina tradotto in italiano è Il vento della luna (Mondadori 2008), romanzo profondamente autobiografico ambientato nel 1969 a Magina, sonnacchiosa cittadina andalusa in cui un ragazzino attende con il fiato sospeso, tra passato e futuro, l’invio del primo uomo sulla luna. Da un minuscolo lembo dell’Europa, stretto dalla fosca dittatura franchista, il giovane protagonista tenta con tutte le forze della sua immaginazione di sentirsi parte di un evento che si propone inequivocabilmente come simbolo supremo della potenza e della creatività del pensiero umano. Come riconoscimento del grande valore delle sue opere, nel 1991 Muñoz Molina è stato nominato membro dell'Accademia Reale di Spagna. Tra il 2004 e il 2005 ha diretto l’Istituto Cervantes di New York. I suoi libri sono pubblicati in tutto il mondo e tradotti in numerose lingue.
 
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